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QUESTA E' ASCOLI
LA QUINTANA DI ASCOLI PICENO - Foto di Paolo Petrucci
La Quintana è la straordinaria rievocazione d'un evento storico.
Siete d'accordo su questa definizione?
Si può fare qualcosa per farla crescere ancora di più e migliorarla?
Voi che ne pensate?
Apriamo un dibattito su questi argomenti.
Scrivete al nostro indirizzo di posta elettronica:
salvaascoli@email.it
L'edizione di Luglio e Agosto 2011 ha fatto, e continua a fare, molto discutere.
Riteniamo utile allora ripotare su questa pagina quanto possa essere utile a capire i vari punti di vista che emergono da un dibattito che è appena iniziato.
Dal MESSAGGERO del 19 agosto 2011:
"DOSSIER CICCANTI CONTRO L'APPIATTIMENTO DELLA GIOSTRA
Si apre il dibattito sul futuro della manifestazione
Morganti: <<Bene il corteo, forse ha funzionato la paura delle multe>>"
Dal CORRIERE ADRIATICO del 22 agosto 2011:
"Pronti a discutere di Quintana"
Il Magnifico Messere Guido Castelli risponde a Ciccanti, storici e cavalieri
Ascoli - Continua il dibattito sorto attorno alla Giostra della Quintana, successivamente alla lettera aperta che il deputato Amedeo Ciccanti ha inviato al sindaco Guido Castelli in cui in sostanza l'esponente dell'Udc chiedeva al primo cittadino un confronto su quella che dovrebbe essere la "cartolina" della nostra città e quale sarà la via da far intraprendere alla rievocazione stessa. Un dibattito stimolato anche dalle polemiche che l'edizione agostana si è portata con sé. "Credo che Ciccanti, voglia con questa lettera più che altro capire come si vuole intendere la Quintana - ha commentato Castelli. - La volontà che emerge è quella di un ritorno al passato che privilegi l'aspetto rigorosamente storico della manifestazione stessa. Un esempio che posso fare è quello degli sbandieratori. Prima dell'iscrizione dei sestieri alla Federazione Italiana Sbandieratori avvenuta intorno agli anni 90, vi era il modo di sbandierare così detto "all'ascolana". Successivamente all'ingresso dei sestieri, ad eccezione di Sant'Emidio, nella Fisb anche il modo di sbandierare si è dovuto adeguare a quello richiesto nelle competizioni nazionali." Per il primo cittadino il "paragone con Siena e con il palio non è proponibile. Ho conosciuto la città di Siena perché vi sono nato. Lì la manifestazione va avanti dal 1534 e non è soltanto una rievocazione ma un pezzo di vita della città, che la contraddistingue per l'intero anno. Ammetto che il nostro corteo ha molti elementi -prosegue Castelli - e che ci sono sestieri che hanno tanti figuranti, ma è da comprendere anche la diversa realtà di Ascoli, dove la vita di sestiere divine anche un momento di aggregazione". La questione sarà capire quale sarà la direzione che la Quintana dovrà intraprendere, spostare l'accento sulla competizione o sulla rievocazione storica? E in quest'ultimo caso privilegiare la spettacolarizzazione con un margine di discrezionalità nella scelta dei figuranti, nelle coreografie degli sbandieratori e nelle composizioni dei musici o attenersi rigidamente all'epoca rappresentata? Per Castelli "La quintana può essere coesistenza di tutti questi aspetti. E forse in questo può trovare il suo carattere distintivo, la sua peculiarità e la sua attrattività". Sulle polemiche sorte attorno alla questione della sicurezza della pista il sindaco Castelli, ricorda come già sia stata convocata una commissione ma afferma che "si continueranno ad ascoltare i capi sestiere e comunque si proseguirà il monitoraggio della situazione, anche se credo che il punto da discutere è quale direzione imprimere alla rievocazione storica, che al di là di tutto rimane uno dei fiori all'occhiello di questa città".
Controlli più severi sui nuovi figuranti
Ascoli - Siamo confortati dai commenti che si stanno inanellando nei confronti del futuro organizzativo della Quintana, dopo il nostro allarme (ironico) sulla figura della Maddalena che con la nostra rievocazione storica non si è riusciti a intravvedere legame alcuno. C'è chi si è affrettato a precisare: primo che si trattava di vestire la star Monica Riva, secondo che il costume riproduceva una figura del Crivelli; si potevano scegliere altre figure di altri pittori più rispondenti alla nostra storia d'epoca. Pazienza, ormai tutto s'è consumato... Anche se l'episodio ha fatto suonare il campanello d'allarme. Tra le tante proposte s'è avanzata quella di affidarsi a storici competenti per evitare scivoloni d'eccesso da parte di dilettanti in fregola di strabiliare. Ma il regista della Quintana, non è quel Luigi Morganti, storico del Premio Ascoli? E, allora non spetterebbe a lui valutare le nuove figure che, via via, vengono messe in corteo dai sestieri? Lasciamo gli interrogativi a chi di dovere presiede l'Ente Quintana. E poi il numero dei partecipanti. E' un record inutile, da lasciare ad altri; il corteo diventa bolso e anche al Campo rischia di divenire stucchevole. Gli stessi castelli non possono pretendere di trasformarsi in mini-sestieri: le figure debbono rimanere essenziali e di sicura spettacolarità. Inutile ribadire il limite della presenza dei bambini, sempre gradevole e sensibile, ma non può esondare in una confusa bambinopoli... In conclusione, deve essere compresa, da tutti i quintanari la misura degli interventi e delle partecipazioni: oggi - non solo televisivamente - la Quintana è oggetto di attenzione nazionale e non si debbono alimentare critiche, troppo facilmente...pelose!
Gagliardi propone l'esempio di Siena
Ascoli - Sul tema Quintana come rievocazione storica o come competizione si è espresso anche lo storico Giannino Gagliardi il quale suggerisce di operare una scelta come ha fatto Siena col suo palio. "La città toscana ha dato priorità alla competizione e ha optato per una riduzione del corteo. Bisogna capire quale via sia quella giusta per la Quintana e quale aspetto far prevalere nel corteo, se quello folkloristico che rende ammissibile tutto o quasi o se far prevalere quello storico. Quest'ultima scelta comporterebbe una totale revisione del corteo stesso e delle figure in esso presenti".
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